Quando un inquilino smette di pagare il canone, il problema per il proprietario non riguarda soltanto una o più mensilità arretrate. Con il passare del tempo il credito aumenta e diventa sempre più importante capire quando e come intervenire per ottenere il rilascio dell’immobile e recuperare le somme dovute. La legge prevede uno specifico procedimento giudiziario: lo sfratto per morosità. Quando ne ricorrono i presupposti, il locatore può chiedere il rilascio dell’immobile e, contestualmente, il pagamento dei canoni scaduti.
Non ogni semplice ritardo deve essere valutato allo stesso modo. È necessario verificare il tipo di locazione, il contratto, le somme effettivamente insolute e la durata della morosità. Per le locazioni abitative, la legge stabilisce che il mancato pagamento del canone protratto oltre venti giorni dalla scadenza può costituire motivo di risoluzione. Anche il mancato pagamento degli oneri accessori può assumere rilievo quando l’importo insoluto supera quello di due mensilità del canone. Prima di procedere è quindi importante ricostruire con precisione la posizione contabile dell’inquilino.
In linea generale, la procedura si sviluppa attraverso alcuni passaggi:
Se il conduttore propone opposizione, la controversia può richiedere ulteriori fasi giudiziali. Per questo non è possibile prevedere in anticipo una durata identica per tutti i procedimenti.
Sì. Lo sfratto e il recupero del credito sono due aspetti distinti ma possono essere gestiti nell’ambito della stessa strategia. Il locatore può chiedere, nei casi previsti, anche un provvedimento per il pagamento dei canoni scaduti. Ottenuto un titolo esecutivo, qualora il debitore non paghi spontaneamente e vi siano beni o crediti aggredibili, potranno essere valutate le successive azioni esecutive. Questo aspetto è importante: ottenere la liberazione dell’immobile non significa automaticamente recuperare le somme arretrate. È opportuno valutare entrambe le esigenze fin dall’inizio.
Non esiste un termine valido per tutti i casi. I tempi dipendono dal Tribunale competente, dal comportamento dell’inquilino, dall’eventuale opposizione e, quando necessaria, dalla successiva fase esecutiva. Per il proprietario, quindi, il punto fondamentale non è confidare in promesse di tempi certi, ma evitare che una morosità significativa continui ad aumentare senza essere affrontata.
Una quantificazione errata delle somme dovute, documentazione incompleta o problemi nella procedura possono rallentare la tutela del proprietario. Per questo è utile partire dall’esame di:
Se la morosità si sta accumulando, può essere opportuno verificare rapidamente quali strumenti siano concretamente utilizzabili.
Lo Studio Legale Castrogiovanni & Cucinotta può esaminare il contratto e la situazione dei pagamenti, valutare i presupposti per lo sfratto per morosità e assistere il proprietario sia nella procedura per il rilascio dell’immobile sia nel recupero dei canoni non pagati.
